Dare un prezzo all’azienda da vendere, quali aspetti considerare?

La prima domanda che un imprenditore intenzionato a vendere la propria attività si trova a porsi è molto semplice: “quanto vale la mia azienda?”. Il valore di un’azienda, al di là dei fattori emotivi ed emozionali che ci legano ad essa, dipende infatti da moltissimi elementi che devono essere presi in considerazione nella fase di trattativa.

Ogni azienda è composta da beni materiali – mobili ed immobili – e immateriali, dai rapporti con il personale e con la clientela, delle posizioni attive e passive, e dalle scelte imposte dall’imprenditore per raggiungere lo scopo redditizio. Per questo comprenderne il reale valore non è cosa facile. Occorre innanzitutto fare una distinzione tra valore dell’impresa e prezzo. Come ogni prodotto sul mercato, anche in questi casi domanda e offerta determinano il prezzo. La valutazione dell’impresa costituisce un punto di partenza per fissare il prezzo di vendita. Inoltre contribuirà a suddividere correttamente le quote tra azionisti e proprietari.

Stimare esattamente il valore di un’azienda serve prima di tutto a evitare la sopravvalutazione. Sovrastimare la propria azienda significherà quasi certamente non riuscire a trovare un numero significativo di potenziali acquirenti, finendo così per avere offerte non soddisfacenti e – in definitiva – non riuscire a concludere la vendita. Per avere una stima oggettiva, bisognerà quindi usare criteri il più possibile oggettivi e sicuri. Diversi sono i fattori da considerare nella valutazione del valore di un’attività. Il valore tecnico: le caratteristiche dell’offerta quindi la performance di un macchinario, le peculiarità di un’autovettura, la tipologia di un prodotto. Questa rappresenta l’area del prodotto servizio. Il valore psicologico, emotivo e comunicazionale e riguarda tutto ciò che ha a che fare con la comunicazione, il marchio, la pubblicità, il passaparola, le referenze. Il terzo valore è logistico e organizzativo: la formazione oppure la presenza di un centro assistenza, la presenza capillare sul territorio, dove è posizionata quella attività e così via.  Infine il valore economico, finanziario e in generale quello relativo a tutto ciò che ha a che fare con i parametri economici di un’azienda, dagli utili al fatturato».

Un altro valore fondamentale nel valutare un’attività è la brand reputation, la reputazione della marca. Perché se un marchio vale, nonostante l’azienda navighi in cattive acque, qualcuno potrebbe decidere di comprarla solo per il valore del marchio, così da rilanciarlo e dargli nuova vita.

In conclusione, per valutare il valore della propria azienda, è fondamentale considerare molti fattori non strettamente economici, in grado di definire il valore potenziale dell’attività, così da proporre un prezzo adeguato alle aspettative degli acquirenti e remunerativo per l’imprenditore che intende vendere la propria azienda.

 

 

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